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Sono loro che iniziano a suonare insieme nel 1956 come “blue cats”, sono loro che vengono da molto lontano, sono loro che partono con una musica pop buona ma “normale”, sono loro con quel falsetto che tolgono l’esclusiva del funky/soul/disco alla musica nera con un colpo solo, “You should be dancing”, per arrivare poi nel 1978 ad avere ben 5 brani tutti scritti, arrangiati, prodotti, suonati e cantati, in “top ten” contemporaneamente per quattro settimane consecutive. Roba che era riuscita solo ai “Beatles”, e che nessuno ha più ripetuto dopo i Bee Gees… Ma andiamo per gradi… Questa e’ una biografia, vera!

Dell’inizio abbiamo parlato, ma approfondiamo dicendo che sono originari dell’isola di Mann, inglesi, che hanno vissuto con la famiglia per oltre dieci anni in Australia, sono fratelli e si chiamano Gibb…Barry, Robin e Maurice… e già al loro ritorno in Inghilterra raggiungono il primo posto con “New york mining disaster 1941”, con la produzione di Robert Stingwood, un nome che circa un decennio dopo sarebbe divenuto leggenda.

Da quel momento in poi ogni singolo è un successo, si ricordano, tutte numero uno, “To love somebody”, “World”, “Massachussetts”, “Words”, ma all’inizio degli anni ‘70 una carriera che sembrava lanciatissima si interrompe bruscamente a causa di dissidi interni ed il conseguente tentativo di tutti di percorrere carriere solistiche, con scarsissimi risultati che nel giro di pochi anni portarono i fratelli Gibb a riunirsi, ma quel qualcosa di magico che li aveva accompagnati nel periodo precedente, sembrava averli abbandonati.

Nel 1975 la svolta, sempre per merito di Robert Stingwood, e di un altro produttore, Arif Mardin, che portarono i Bee Gees ad abbandonare lo stile melodico e languido, per un funky di facile presa che piaceva a tutti, tanto che il singolo “Mr Jive” li riportò in cima alle classifiche.

Dopo l’album del “riesordio” che si chiamava “Main corse”, esce “Children of the world” con al suo interno un brano che farà la storia della Disco come solo pochi altri… “You should be dancing”. Album e singolo restituirono letteralmente ai Bee Gees una seconda giovinezza. A questo punto arriva “La febbre del sabato sera”: le loro canzoni e la loro immagine sono l’ossatura della colonna sonora, ottenendo un successo pazzesco. Il singolo successivo, “Tragedy”, raggiunse la vetta delle charts ma… in seguito non riuscirono a staccarsi dall’etichetta di “star della disco”, quindi alla fine di quei giorni gloriosi, anche loro alzarono bandiera bianca, provando prima a separarsi di nuovo per poi ricongiungersi saltuariamente per qualche evento.

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