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Fino a tutti gli anni ’70, si aspettava il momento della pubblicità… adesso appena arriva cambiamo canale. Sono un pò da rimpiangere quei momenti in cui ci sentivamo dire “e dopoCarosello tutti a letto”!

 Da bambini infatti, cari Discolovers, il momento che siglava il termine della giornata era rappresentato dalla messa in onda di cinque comunicati pubblicitari (non esisteva ancora la parola spot) preceduti da brevissimi telefilm, disegni animati o pupazzi animati: ovvero il Carosello.
La trasmissione televisiva Carosello nacque il 3 febbraio 1957. Per evitare di incappare in critiche da parte di coloro che pagavano il canone e che non apprezzavano la pubblicità in televisione, la RAI pensò bene di associare ad ogni comunicato commerciale un mini-filmato introduttivo che sintetizzasse in una manciata di minuti delle storie di senso compiuto.
La produzione di questi mini-film divenne quindi una palestra sulla quale si fecero le ossa tutti i maggiori registi nazionali. Il successo di pubblico fu tale che anche i più famosi attori non disdegnarono di partecipare a queste scenette. Fra i registi che si cimentarono nei Carosello si possono annoverare i fratelli Taviani ed Ermanno Olmi mentre fra gli attori è sicuramente da ricordare la partecipazione del grande Eduardo De Filippo e del futuro premio Nobel Dario Fo.
Ma Carosello aveva delle precise regole imposte dalla RAI: la durata di ogni singola pubblicità era fissata in due minuti e quindici secondi di cui al massimo trentacinque secondi potevano essere dedicati al messaggio pubblicitario vero e proprio. Dal 1974 la durata di ogni singolo comunicato fu accorciata e passò a un minuto e quaranta secondi.
La censura diventò ferrea: non si potevano utilizzare parole sconvenienti o allusive. Durante tutti gli spot di Carosello non fu mai utilizzata la parola “uccello”. Una nota marca di lassativi nel vantare le qualità del proprio prodotto non ha mai potuto utilizzare la frase “regola l’intestino” ma si è sempre dovuta mantenere in una frase molto più casta: “regola l’organismo”.
Ma voi quali vi ricordate di quelle antiche pubblicità?
Io ricordo: le Caffettiere Bialetti, che avevano come testimonial “l’omino coi baffi” iIdeato da Paul Campani.
Il Caffè Paulista, pubblicità ideata da Armando Testa che inventò per questo caffè la coppia di pupazzi formata da Caballero e Carmencita. Fra pistole e peones messicani dall’accento napoletano restarono nella nostra memoria le frasi: “Bambina, sei già mia, chiudi il gas e vieni via!”.
E il carosello del Cynar ve lo ricordate? Un attore signorile siedeva a un tavolo in mezzo al traffico di una grande città e sorseggiava un liquore: era Ernesto Calindri che pubblicizzava l’amaro Cynar per combattere “il logorio della vita moderna”.

 Ma su tutti io ricordo Calimero, ovvero il testimonial dei detersivi Mira Lanza. Il pulcino piccolo e nero divenne forse per noi bambini dell’epoca il personaggio più famoso di Carosello ma il suo contributo al successo dei detersivi a cui le sue storie furono associate non fu per nulla elevato.
Tutto questo mondo di minifilm pubblicitari terminoò dopo circa quarantaduemila filmati il 1° gennaio 1977 quando andò in onda l’ultimo Carosello: l’ultima pubblicità fu della Stock e l’onere di dare il commiato a questa trasmissione cult fu assegnato a Raffaella Carrà che, con evidente commozione, ringraziò tutti quelli che avevano lavorato al successo di questa trasmissione ventennale.

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