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Lo Studio 54

Lo Studio 54

Il 26 aprile del 1977 apre al 254 della 54esima strada lo STUDIO 54. Il locale offre straordinari sogni: mentre tutti affermano che la qualità della vita si sta abbassando, il locale di Rubell e Schrager dichiara apertamente l’opposto. Rubell chiama Siano per suonare il mercoledì, il giovedì e la domenica. All’epoca le discoteche si moltiplicano come funghi, e sono sempre più grandi: lo Studio 54 è l’emblema di tutto ciò, è enorme, è il migliore, è il più vistoso.hqdefault

Per l’inaugurazione del club Rubell e Schrager non si preoccupano tanto della musica, quanto piuttosto dei divi, dell’arredamento, dei paparazzi. Quando le porte si aprono, sfilano lungo la pista Cher, Brooke Shields, Bianca Jagger, Donald Trump e Margaux Hemingway. Per la gran confusione fuori, personaggi come Mick Jagger e Frank Sinatra non riescono ad entrare allo Studio.

LO SHOW OLTRE LA MUSICA

Storica è la festa organizzata allo Studio 54 per il compleanno di Bianca Jagger: palloncini bianchi, fiori e un cavallo bianco cavalcato dalla festeggiata, il tutto per attirare ancora più clienti e far impazzire i fotografi! “Da quel momento – dice Siano – lo Studio rimase aperto sei giorni a settimana, ed ogni sera era pieno di gente”.

Carmen D’Alessio organizza regolarmente feste a tema per le star e per i maghi della moda (Armani, Versace, Valentino…), feste teatrali e spettacolari che aumentano la curiosità dei clienti abituali, ma soprattutto di chi non riesce a entrare allo Studio. Con il tempo, Rubell si innamora delle sue “amicizie vip”, della sua ricchezza, della sua fama, e aumenta il consumo di droghe, 0x600offrendone in quantità industriali alle star; diventa arrogante e altezzoso; decide chi può entrare e chi no dall’alto della sua posizione di capo dello Studio 54. All’ingresso hanno la precedenza star, ballerini, giornalisti, gay, insomma i “tipi giusti” per creare atmosfera, classe, varietà. Poi, i gay bianchi diventano la maggioranza dei clienti del club. Rubell e D’Alessio riprendono il sistema ad inviti di David Mancuso, ma lo snaturano: le tessere vengono vendute a costi elevati. Chi non ha la tessera, per entrare deve mettersi in fila davanti al cordone di velluto dello Studio 54: perfetto simbolo della politica dell’esclusione. Rubell costruisce attentamente il mito di un locale d’élite.

Tim Lawrence: “In realtà era strapieno di gente ordinaria e di successo, che amava pensare di essere troppo in gamba per mischiarsi con gli altri comuni mortali. La corda di velluto non sbarrava più la strada al teatro. Era diventatateatro”.

Mancuso, dopo essere stato allo Studio 54 per la prima volta, dichiara chenon ci sarebbe mai più tornato: “La gente doveva stare lì con la speranza di essere scelta. Era terribile. Lo Studio 54 non era un posto dove avevi voglia di socializzare. Io non mi curavo affatto di chi era famoso e di chi non lo era. Volevo un posto dove le cose fossero spontanee e rilassanti: un posto dove potevi essere te stesso senza trasformarti. Lo Studio 54 era molto artefatto. C’erano molte distrazioni. Avevano un eccellente impianto acustico ma non era un posto per la musica”.

Il 14 dicembre 1978 i federali fanno irruzione allo Studio 54: perquisendolo scoprono sacchi pieni di denaro. A novembre dell’anno dopo, Rubell Schrager vengono arrestati per frode fiscale, condannati a 3 anni e mezzo di detenzione e al pagamento della somma di 20.000 dollari ciascuno.

Competenze

Postato il

20 ottobre 2015

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