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Eurodisco: pillole di storia

Eurodisco: pillole di storia

La nascita dell’Eurodisco è inseparabile dalla storia della drum machine e del “click”, la traccia audio di riferimento metronomico che oggi risuona in tutte le cuffie dei musicisti nelle sale di registrazione. Alla fine degli anni ‘70 la disco era un fenomeno mondiale e quindi un grande business; in Europa ebbe una durata brevissima ma leggendaria, che portò dischi di successo internazionale a Paesi quali Italia, Francia e Germania. Nel 1979, mentre in America la disco veniva uccisa e sepolta, in Europa continuò a sopravvivere e ad evolversi fino agli anni ‘80, grazie soprattutto alle grandi capacità dei produttori europei. Fu un fenomeno più per i produttori che per gli artisti: in Germania Giorgio Moroder; in Francia Michael Cretu, Jean Marc Cerrone, Jacques Morali; pastedGraphic.pngin Italia Cecchetto, Celso Valli, Paolo Micioni, Mauro Malavasi. Oltre alla “stella” di Moroder, Donna Summer, che si affermò anche in colonne sonore di film famosissimi (prese due oscar) come “Guerrieri della notte” e “Midnight express”, emersero molti artisti: in Spagna Le Baccara; in Francia Alec Costandinos, Patrick Hernandez e Sheila B Devotion; in Italia La Bionda, Easy Going; in Inghilterra Imagination, Real Thing; in Svezia gli Abba; in Svizzera Patrick Juvet.

EUROPA vs USA

L’EURODISCO utilizzava strumenti elettronici e i primi sintetizzatori, mentre quella americana era più legata ad una tradizione fatta di fiati, basso, batteria, e nel caso della Philly anche di archi veri. L’introduzione americana prevedeva 3-4 minuti, mentre l’Eurodisco amava farla anche di 10 minuti. Al di là delle differenze, c’era un minimo comun denominatore, un elemento disco valido universalmente: la grande forza della disco music era l’orecchiabilità per chi voleva solo ascoltarla, e la carica per coloro che invece gradivano anche ballarla.

PRINCIPALI DISCO EUROPEE

Germania: Trinity, Blue Bell e Life1 ad Amburgo; Edith e Why not? a Monaco; Biba a Francoforte.Francia: circa 3500 locali, tra i quali il famoso Palace di Parigi. Unione Sovietica: non permise la diffusione della disco.

HITS

Il pezzo che meglio esprimeva l’Eurodisco era “Love to Love You Baby” di Donna Summer, ma fu “Save Me” dei Silver Convention, pubblicato nel gennaio del ’75, che trasformò l’Eurodisco in un sottogenere autonomo. Gli architetti di questo genere di musica furono Giorgio Moroder, Michael Kunze e Silvester Levay, ma il fondatore fu probabilmente Keith Forsey, coinvolto nei dischi di quasi tutti i membri dell’Europantheon (Donna Summer, Boney M, Giorgio Moroder, Trax, Suzi Lane, Sparks, Munich Machine, Roberta Kelly, Claudja Barry…).

LA DISCO IN ITALIA

In Italia la disco arrivò a metà anni ’70. Locali famosi: Baia degli Angeli a Gabicce (dj Bob Day e Tom Sison, sostituiti poi da Daniele Baldelli e Claudio Rispoli); Cosmic sul Lago di Garda (dj Daniele Baldelli).

Competenze

Postato il

1 ottobre 2015

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