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Loro rappresentano lo scintillio e la gioia della disco music, trasversali, nascendo come gruppo gay, sono sempre piaciuti al mondo etero quanto e di più che nell’ambiente gay dove, fatta eccezione per i primi tempi in cui il loro successo fece sì che la comunità gay li adottasse come loro “brand”, la stessa comunità ne prese in seguito le distanze nel momento della eccessiva commercializzazione, e della realizzazione del film “Can’t stop the music”, che raccontava le origini del gruppo.

Il progetto “Village People” nasce a New York nel 1977 (il nome prende ispirazione dal Greenwich Village che era la zona della musica, la zona alternativa ed anche la zona gay di New York), per mano di Jaques Morali, uno dei più grandi produttori dell’epoca, il quale prese spunto da Felipe Rose che si esibiva nei locali gay vestito da pellerossa. Contattato Felipe, Morali ingaggiò come compositori incaricati di scrivere brani con tematiche gay, Phill Hurt e Peter Whitehead, due “guru” all’epoca.

A quel punto vengono affiancate altre figure per personificare altri stereotipi di “macho gay”: il poliziotto, ricoperto fino al 1979 da Victor Edward Willis, in seguito da Ray Simpson; l’operaio, David Hodo; l’indiano, Felipe Rose; il motociclista, Glenn Huges fino al 1995, in seguito da Eric Anzalone; il soldato, Alex Briley; il cowboy, Randy Jones fino al 1980, in seguito da Jeff Olson.

Il primo successo è appunto del 1977,  “San Francisco”, seguito da “Macho man”, “Y.M.C.A.” ed “In the navy”.Altro grande successo fu “Go west” (della quale fecero una fortunata cover i Pet Shop Boys), e nel 1981 “5 o’clock in the morning”, dove sperimentarono pure un nuovo look, che non incontrò i favori del pubblico, quindi tornarono immediatamente al vecchio stile.

I Village People sono stati protagonisti nel 2000 di una leggenda metropolitana mondiale, che li vedeva tutti deceduti per AIDS. La cosa venne smentita dai fatti e dalle numerose apparizioni pubbliche in trasmissioni televisive e concerti, uno dei quali in Italia nel 2005, a Torre del Lago, ospiti della comunità gay.

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